“Rabdomanzia antelucana”. La poesia come ricerca interiore tra buio e rivelazione (Gianni Romaniello)

Alla ricerca dell’alba interiore tra ombra e silenzio,
tra mistero e luce, tra buio e aurora. Un cammino di poesia e scoperta come esplorazione dell’invisibile e del quotidiano

Con Rabdomanzia antelucana (Oceano Edizioni 2025), Gianni Romaniello ci guida in un itinerario poetico denso e meditativo, nel quale ogni parola sembra vibrare come una bacchetta rabdomantica alla ricerca di ciò che è nascosto: l’acqua, la verità, la luce interiore. Il titolo stesso rivela una poetica orientata verso l’attesa, la soglia, il momento sospeso prima della rivelazione: l’“antelucano” è ciò che precede l’alba, lo spazio fragile e misterioso in cui si può ancora ascoltare l’eco del silenzio e dell’ombra prima del giorno.
I versi si presentano essenziali, ma carichi di stratificazioni simboliche, in cui la natura (la pietra, il vento, la radice, l’acqua) non è mai solo sfondo, ma elemento attivo della meditazione.



Ogni componimento è come un frammento di un percorso iniziatico, un attraversamento del buio che non teme la fragilità, ma la assume come parte del cammino.

UNA VOCE TRA SCIENZA E POESIA
Nato ad Anzi, in Basilicata, e residente da sempre a Gravina in Puglia, Romaniello è laureato in Scienze dell’Informazione. Innovation Manager di professione, si occupa di processi di cambiamento digitale e innovazione tecnologica. La sua formazione scientifica si fonde in modo armonico con la scrittura poetica, creando una sintesi originale tra rigore razionale e immaginazione lirica. Per Romaniello, infatti, la poesia e la scienza condividono lo stesso sguardo interrogativo sul mondo, la stessa sete di scoperta.
La sua scrittura nasce da un ascolto profondo del reale e da un bisogno di interrogare il mondo senza mai forzarne le risposte. La poesia, per lui, non è strumento di affermazione, ma atto di ascolto, di decantazione, di apertura al mistero.

Il tempo non viene raccontato ma percepito, le immagini sono nitide ma mai compiaciute, il lessico è limpido, teso all’essenziale. Non c’è retorica, ma densità. Non c’è ostentazione del dolore, ma consapevolezza della fatica del vivere e del miracolo del rinascere ogni giorno.
La poetica di Romaniello si fonda su una tensione spirituale che non si dichiara mai apertamente, ma si percepisce nel modo in cui la parola si pone al limite del dicibile. È una poesia che custodisce, che sfiora, che cammina sul bordo delle cose senza spezzarne il silenzio.
Rabdomanzia antelucana è una raccolta poetica che si muove tra profondità esistenziale e tensione spirituale, come se ogni componimento cercasse — con la stessa urgenza del rabdomante — una fonte invisibile di senso nel sottosuolo dell’esperienza umana. In questo viaggio notturno e antelucano, il poeta cerca l’acqua nascosta della verità, della bellezza e della consapevolezza, in un dialogo costante con l’ignoto e con il sacro.


L’opera si apre con una prefazione di Silvia De Vita, che sottolinea la densità linguistica e l'intensità emotiva della raccolta, evidenziando come la poesia di Romaniello sia capace di dare corpo all’invisibile e di trasformare il tempo in materia viva e pensante.
Così Francesca Calculli nella sua note di lettura:
Vi sembrerà, attraverso queste pagine, di intraprendere un viaggio di introspezione, un percorso carico di riflessioni, per conoscere sé stessi, i propri pensieri ma anche le nostre paure più recondite. Ogni poesia, ci invita a cercare e scavare oltre il visibile, a scoprire ciò che è nascosto dentro di noi e a connettersi con la propria essenza.

Una silloge dunque, che invita le nuove generazioni a riscoprire le proprie radici e il legame profondo con la terra natia, liberandosi del superfluo per ritrovare l’essenziale e i veri valori attraverso un percorso sensoriale.

Chiude il volume una sinossi dell’Autore, in cui ci presenta la rabdomanzia come metafora di un viaggio interiore: il rabdomante, cercatore d’acqua, diventa simbolo di chi esplora le profondità dell’anima in cerca di verità e vitalità. La silloge è un percorso poetico di introspezione, che attraversa coscienza e subconscio per riscoprire i valori essenziali dell’esistenza. Questo cammino diventa un mezzo per rafforzare la resilienza emotiva e ristabilire l’equilibrio interiore.

UN’OPERA DI ATTRAVERSAMENTO
Rabdomanzia antelucana è, in definitiva, un’opera di attraversamento. Attraversamento della notte per cercare l’alba. Della solitudine per cercare la comunione. Del finito per avvicinarsi all’infinito. I testi non spiegano, ma accompagnano. E in questo accompagnare risiede forse la loro forza più grande: quella di essere compagni di cammino per chi cerca, nel buio, la sua personale sorgente.
È un’opera matura, sospesa tra veglia e sogno, tra crepuscolo e aurora, dove ogni verso diventa una fenditura nella realtà, da cui filtrano il mistero, la memoria, la speranza.

Posted

02 Jul 2025

Pubblicazioni Oceano Edizioni


Redazione



Foto di Gianni Romaniello



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