Con Deportato nei lager del Terzo Reich. L’Internato Militare Natale De Palo Tina Ferreri Tiberio consegna ai lettori un’opera di alto valore umano e civile che intreccia la microstoria familiare con la grande Storia del Novecento.
Pubblicato da Oceano Edizioni nella collana di saggistica Atena, accreditata con il sigillo dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari, il volume restituisce luce a una pagina spesso trascurata della memoria nazionale: quella degli Internati Militari Italiani (IMI), i soldati che dopo l’8 settembre 1943 rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e per questo furono deportati nei campi di lavoro nazisti.
Nell’introduzione, l’autrice invita il lettore a compiere un vero viaggio della memoria, alla ricerca delle radici morali della nostra Repubblica e dell’Europa unita.
La sua voce unisce rigore storiografico ed emozione personale, narrando la vicenda dello zio Natale De Palo, giovane soldato di San Ferdinando di Puglia catturato a Milano nel 1944 e deportato nei campi di Marburg, Kassel e Jentra/Rotenburg.
La sua fu una resistenza senz’armi, un rifiuto silenzioso e coraggioso del nazifascismo, vissuto nella fame, nella prigionia e nella sofferenza. Tina Ferreri Tiberio trasforma la ricerca storica in testimonianza, ricordando che la memoria è lo strumento più prezioso per costruire consapevolezza e difendere la libertà. L’autrice evidenzia l’importanza di trasmettere ai giovani il senso di responsabilità verso il passato, affinché la conoscenza delle atrocità del Novecento diventi garanzia di umanità e di pace.
Nella prefazione, il giornalista e scrittore Duilio Paiano apre con un verso di Shakespeare – Dai parole al dolore; il dolore che non parla sussurra al cuore oppresso e gli ordina di spezzarsi – e riconosce nell’opera della Ferreri Tiberio il merito di aver dato voce al dolore taciuto di un’intera generazione. Sottolinea come la scrittrice, partendo da un legame familiare, abbia saputo trasformare la memoria privata in documento collettivo, restituendo dignità e visibilità a coloro che, attraverso la sofferenza e il coraggio, scrissero una pagina luminosa della nostra storia.
Paiano elogia il rigore documentario, la ricchezza delle fonti archivistiche, dagli Archivi Arolsen all’Archivio di Stato di Foggia, e la capacità dell’autrice di coniugare precisione storica, sensibilità etica e intensità emotiva. Il libro diventa così un prezioso strumento di conoscenza e di educazione alla memo-ria, adatto alle scuole e alle nuove generazioni.
Le pagine dedicate al ritorno a casa dello zio Natale, liberato dagli americani e accolto come un sopravvissuto alla disumanità, sono tra le più toccanti del volume, e la poesia “Nel lager”, scritta dalla stessa autrice, è un inno alla dignità dell’uomo che resiste anche nell’abisso del dolore. Deportato nei lager del Terzo Reich non è solo un saggio storico, ma un atto d’amore e di giustizia: un contributo essenziale alla memoria collettiva, un invito a non dimenticare e a trasformare il ricordo in coscienza. Come scrive il prefatore, “nelle storie dei singoli si cela il germe della storia collettiva”: e questa storia personale diventa simbolo universale del coraggio e della dignità umana. Un’opera necessaria e intensa, in cui la memoria si fa resistenza e la parola diventa testimonianza di libertà.