Perché una vita probabilistica

Quali potrebbero essere gli inquinanti presenti nel percorso di vita di ogni essere umano? Quali fra essi escludere perché l’esistenza possa assumere contorni opzionati, frutto di una selezione tendente a favorire la via del benessere piuttosto che la inquinante alternativa del malessere?
Secondo ipotesi dettate dalla fisica quantistica, nel momento in cui operiamo una scelta, facciamo sedi-mentare il percorso intrapreso, collassare la funzione d’onda.


Una decisione che l’entanglement telepatico consente di condividere attraverso la matrice che raccoglie e che la funzione d’onda ha fatto sedimentare. Ma se le scelte che ognuno di noi quotidianamente compie, fossero indirizzate verso un percorso in grado di procurare benessere, potrebbe cambiare la nostra vita nel mondo? Cosa condiziona le nostre decisioni, chi o cosa interferisce con esse e perché tutto questo avviene?

La fisica quantistica dopo le intuizioni esposte nella sua legge, dallo scienziato tedesco Erwin Schrodinger, ma anche grazie agli studi forniti da altri studiosi, Werner Heisenberg, Max Planck, Niels Bohr e il contraddittorio con Albert Einstain è riuscita a spiegare l’evoluzione dell’onda corpuscolare, quella dell’elettrone, ma anche attraverso le onde di interferenza, la complessità di un corpo fisico di maggiori grandezze, le sue funzioni biologiche coordinate da una gestione indeterminata. Un grande passo per allontanarsi dalla visione meccanicistica dell’universo cartesiano, duale, divisoria fra l’uomo e l’ambiente in cui vive. Se nella ricerca probabilistica fosse possibile interrompere l’apparente opzione cabalistica duale in grado di influenzare comportamenti dissonanti da quelli che potrebbero consentire uno stato di perenne benessere, avremmo sconfitto tutti i malesseri di cui soffre il genere umano!

Ma le scelte che operiamo quotidianamente, possiamo ritenere siano solo un fenomeno indeterminato o potrebbero essere condizionate da “agenti esterni” di cui la fisica deterministica Newtoniana ne avrebbe disconosciuto la percezione e non avrebbe ammesso la sua possibile esistenza, come lo stesso Eistein ha fatto? Se la meccanica quantistica individua un elettrone che non sta sempre al suo posto attorno all’atomo ma può contemporaneamente occupare posizioni diverse fino a che non lo guardiamo, in quale modo l’essere umano assume decisioni quotidiane e quali fra esse esclude con le iniziative che ne conseguono?
Grazie al suo libero arbitrio? Ecco il punto! Siamo sicuri che tutte le decisioni che l’essere umano assume siano libere da ingerenze che impediscono al libero arbitrio di esercitare le sue naturali funzioni? Quanta verità sarebbe possibile conoscere per gli esseri umani se lo spazio visivo a lui consentito è limitato da una lunghezza d’onda fra 360 e 790 nm, in una infinità di frequenze che lo circondano? Sicuramente sono afferenze necessarie per percepire il suo mondo, gli ambienti in cui vive, sentiti attraverso gli apparati sensoriali di cui è stato dotato, tante volte ingannati! (l’apparato uditivo umano percepisce suoni compresi fra 20 e 120 decibel). Ma non gli è consentito altro, non i pericolosi infrasuoni e ultrasuoni, non tantissime altre esistenze vibrazionali!

Quindi la meccanica quantistica, nel rispetto di un percorso duale che coinvolge l’uomo, consente utili risultati in alcune campi di applicazione del genere umano. Quello sanitario, informatico… Ma anche apre il varco su oscuri orizzonti da esplorare, all’interno dei quali potrebbe scoprire i contorni della sua prigione. Non solo quelli, anche I suoi carcerieri.

Posted

21 Apr 2025

Pensieri e riflessioni


Ugo Lombardi



Foto dal web





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