Una distanza imposta da colmare

Non facile seguire ma soprattutto comprendere le dinamiche che ci coinvolgono nel quotidiano, anche se tutti noi, cercatori di pace, abbiamo imparato a evitare scontri e compromissioni con i fatti che avvengono. Allontanandoci dai pericoli o presunti tali, ma anche affrontandoli con acquisita compostezza, studiando la vita ma soprattutto cercando di capirne il significato. Allontanarsi dall’altro non sempre può essere una decisione costruttiva, perché impedisce di conoscere i suoi bisogni ma prima ancora impedisce di conoscere i propri.


Alimenta il crescere degli effetti collaterali collegati alla solitudine che spesse volte vengono identificati dalla rabbia, gelosia, depressione. Sono tanti e continueranno ad aumentare i motivi di disaccordo a discapito dei pochi contrari che si stanno diradando.
Una popolazione come la nostra resa frustrata e acerba nei confronti di coloro che governano, piuttosto che allontanarsi, deve conservare una breve distanza, quella che serve per comprendere un nemico, scoprire le sue debolezze, colpirlo nei suoi vuoti. Combatterlo con le conoscenze acquisite. Anche un egoista o un narcisista pur mostrando indifferenza non deve perdere di vista l’avversario, ma soprattutto lui, non deve essere lasciato senza controllo.

Nei confronti del nemico da combattere è necessario adottare la strategia della vicinanza. Fuor di metafora bisogna sapere quanti denti sani possiede la sua bocca, per poter studiare gli alimenti da somministrare. Quanto funzionale è il suo apparato respiratorio, per conoscere i limiti imposti ad un suo possibile impegno aggiuntivo a quello fisiologico.
Quanta potenzialità critica possiede il suo cervello. Quanta capacità visiva i suoi occhi, uditiva le sue orecchie, quanta resistenza il suo cuore.Fare quello che hanno fatto fino ad ora e continuano a fare i nostri avversari, capaci di controllare anche le tracce più minuziose che ognuno di noi lascia attraverso l’utilizzo dei telefoni cellulari, i computer, le schede di fedeltà degli esercizi commerciali, quelle che utilizziamo come bancomat. Una montagna di informazioni che vendono e utilizzano non solo per gestire i suggerimenti commerciali ma anche per studiare le strategie da adottare nei nostri confronti, utili per controllarci.

Non vengono trascurati nemmeno gli accessi giornalieri che facciamo ai bagni delle nostre abitazioni e fuori di casa. Ormai la guerra di questi tempi, vede come nemico da combattere il prossimo! I suoi pensieri, la sua capacità mnemonica, quella dialettica, le informazioni che acquisisce, la fonte o le fonti di cui fa uso. Quindi uno scenario così composto, impone regole comportamentali, non solo ai militari, ma in particolari ai civili, diverse da quelle fino ad ora adottate.
Se è pur vero che il rispetto delle distanze ci consente in diverse circostanze di difenderci dagli attacchi dei campi magnetici, non solo telefonici, accorciarle in altri, potrebbe rappresentare la giusta strategia per conoscere il nemico che si vuole combattere. Sempre scaltro nel dividere per comandare. Questa strategia, per i più attenti fra noi, ha già consentito una posticcia divisione che loro hanno voluto creare fra i così detti non vaccinati e i così detti vaccinati. Ma la verità, quella vera, non sempre è perdente.

Posted

28 Jan 2025

Pensieri e riflessioni


Ugo Lombardi



Foto dal web





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