Adesso va forte la visione globalistica deretano centrica. Lo dice la moda in ogni dove con rigogliosi glutei esposti soprattutto nei luoghi di mare e privi di ogni copertura se non un sottile garbo divisorio inserito fra le due maestose esuberanze. Non sempre rigogliose e prominenti ma spesse volte flaccide e rugose, esposte comunque in ossequio ad uno stile imperante e ad un desiderio anch’esso ormai poco sostenibile per incipiente rugosa anzianità cutanea.
La via è verso il centro, direbbe un esperto conducente di veicoli pubblici, prima distratto dalla esposizione di caviglie e principi di cosce, ora superate dalla preminente incontenibile sinuosità dorso lombare.
Il corpo femminile come quello maschile, nato privo di coperture, ha subito nel tempo il fascino della moda, ma anche condizionato dalle strategie della conquista, quello della maliziosità. Se in alcune società teocratiche vige ancora il veto di mostrare il volto intero, ma solo gli occhi, altre sono in competizione per alzare sempre di più i limiti del visibile mortificando quello della immaginazione.
Ma ridimensionando soprattutto quello dei sentimenti. Se è vero che il primo approccio deve essere condizionato dalla fisicità a discapito di altro, una volta raggiunto e soddisfatto il desiderio di conquista, il connubio appena raffazzonato è destinato a finire. Assume naturalmente connotati diversi un incontro che nasce e si costruisce non guardando il deretano ma sintonizzandosi con i reciproci valori etici e sentimentali, verificando che siano simbiotici.
Un tempo che precede l’incontro fisico ma utile a renderlo sicuramente più stabile. Alcuni giocherelloni direbbero che la globalizzazione ha dovuto imporre un accorciamento dei tempi e che l’attrazione fisica può andare di pari passo con la crescita dei sentimenti. Ma se dopo l’incontro uno dei due o entrambi scoprono che i sentimenti non ci sono o peggio sono stati soggiogati da altri interessi cosa succede? Se ci sono dei figli si tenta di continuare un rapporto nato male, ma se l’inizio è partito dalle gambe l’arrivo non potrà che essere indirizzato verso i piedi! Se la coppia non ha figli sarà destinata alla separazione.
Cosi entrambi riprenderanno a girare fino a quando la loro fisicità lo consentirà. Dopo, con molta probabilità saranno anime in pena. Certamente questo mondo è anche frequentato da artificieri del sesso che non si sposano perché dicono ci sono le mogli degli altri. Ineluttabile sempre il principio della centralità che accompagna quello delle curvature tanto da indurre non poche femmine alla sostituzione delle mammelle o alla riformulazione del deretano. Adesso ai primi posti fra le qualità da apprezzare. Il cervello si presenta in questi casi atrofizzato. Non meno pretestuose le ambizioni dell’altro sesso, alla ricerca di un fisico da “rambo” condizionati da lunghezze e grandezze che non misurano certo la loro intelligenza.
Sono questi casi i più disperati dove l’elemento lillipuziano domina in un territorio cerebrale disfatto. Sono passati tanti lunghi tempi e la storia, anche quella degli indumenti si ripete. Nato nudo, l’essere umano vuole tornare alla nudità? Ma l’obiettivo non è cambiato. Puntare al centro partendo dalla periferia era un percorso lungo e arzigogolato, ma tante volte costruttivo. Ora reso ancora più banale, perché il centro lo si raggiunge facendo un percorso senza divieto alcuno. Una scorciatoia pericolosa che toglie rispettose spettanze ai sentimenti, fondamenta di ogni unione.