Storia e cultura

Lidia Poet

Prima donna italiana iscritta all’Ordine degli avvocati
paladina dei diritti dei minori e della parità di genere

Prima donna iscritta all’Ordine
Sempre nel campo dell’avvocatura, ma operando un “salto” di oltre tre secoli, incontriamo un’altra figura di donna di grande rilievo non solo per ciò che ha significato per la sua professione ma, soprattutto, per il determinante impulso impresso al processo di emancipazione femminile. Se Giustina Rocca è stata la prima donna della storia a esercitare una funzione giuridica, avversando e vincendo enormi pregiudizi di genere, Lidia Poet (Traverse di Perrero, 26 agosto 1855–Diano Marina, 25 febbraio 1949) può vantare il primato di essere stata la prima donna avvocato italiana iscritta all’Ordine professionale.

A Pescina la “Casa Museo Giulio Mazzarino”

Racconta in un percorso documentale la vita e le imprese di uno degli uomini più potenti nella Francia del Re Sole

Costeggiando il fiume Giovenco, una strada in salita, circondata dal bosco alle spalle della ridente cittadina di Pescina, conduce il visitatore nel luogo dove sorgeva la casa natale di Giulio Raimondo Mazzarino.
Mazzarino nacque a Pescina, cittadina dell’Abruzzo Ulteriore, il 14 luglio del 1602. Figlio di un funzionario dell’amministrazione dei Feudi di Filippo Colonna, passò la giovinezza a Roma. Educato dai gesuiti, si laureò nel 1622 in diritto civile e canonico. Entrato nell’esercito pontificio come capitano di fanteria, si distinse per le sue capacità diplomatiche nella guerra del Monferrato, regione contesa tra Francesi e Spagnoli.

Edipo

Edipo è l’occidentale errante che, con i suoi piedi piagati, attraversa le “regioni” dell’uomo. Davanti alla Sfinge egli può non rispondere: salvarsi da un orrendo destino, spezzare il fato che così lo ha pre-destinato. Ma Edipo vuole andare oltre, consumare il disegno di un’oscura divinità, non contraddirla. Diventa Re, ha gloria, domina incon-trastato dopo essersi macchiato del sangue paterno, seppur innocen-temente, si ricongiunge alla madre (quale affinità con l’Attis di Catullo). Diventa, Edipo, auto-punendosi, cie-co.
La follia di Edipo di seguire la trama della predestinazione: l’intelligenza che vuole scoprire il martirio del-l’uomo come unica soluzione. Il de-siderio del grembo materno, la nostalgia di un “paradiso perduto”, la pace effimera, il dominio su Tebe e l’uscita, poi storica di tale città dalla Storia.

Giustina Rocca

Prima donna avvocato della storia antesignana della lotta per le pari opportunità

Donna di elette virtù e incomparabile bellezza
Poter vantare il primato di essere la prima donna della storia in una categoria professionale è pur sempre un merito e un traguardo di prestigio. Se questo primato può essere esteso non solo all’Italia ma al mondo intero, prestigio e fama acquistano ancora maggiore rilievo.
È il caso di Giustina Rocca (Trani, 1440-1502), unanimemente ritenuta la prima donna avvocato del mondo, che lo storico e biografo F. Babudri in un articolo apparso nel 1954 sul settimanale barese Bari Stampa definisce donna stupenda, di elette virtù, di incomparabile bellezza, spirito e arguzia, oltre che di dottrina. Nello stesso articolo egli ritiene di indi-viduare in Giustina Rocca il personaggio ispiratore di Porzia di Belmonte nel Mercante di Venezia di Shakespere; affermazione plausibile, considerato che la fama dell’avvocatessa tranese aveva ampiamente varcato i confini dell’Inghilterra.

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