Maria Assunta Oddi

In 25 mila alla Marcia Perugia Assisi per la pace in Ucraina

Si è svolta domenica 24 aprile, vigilia della Festa della Liberazione, la Marcia Perugia Assisi della pace e della fraternità. Papa Francesco “Fermatevi! La guerra è una follia”.

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La marcia della pace e della fratellanza è un giorno di scuola che, come laboratorio di cittadinanza attiva, si veste dei colori dell’arcobaleno per educare i giovani alla solidarietà tra i popoli. Il primo principio del preambolo alla Costituzione dell’UNESCO “Poiché le guerre cominciano nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che le difese della pace devono essere costruite” pone, in un mondo che cambia, l’emergenza educativa nella logica interculturale.
Contro l’etnocentrismo, che consiste nella tendenza a mettere al centro la propria identità sopravvalutandola e magari assolutizzandola, è necessario far apprezzare la diversità culturale come valore arricchente, in un rapporto di interscambio e d’interazione reciproca.

Insegnare la pace in tempo di guerra

La pandemia e ora la guerra in Ucraina hanno generato un disagio esistenziale drammaticamente doloroso. Tuttavia questa tragedia collettiva che stiamo vivendo può offrire un motivo per riflettere sulle priorità soppesando il valore specifico di ogni cosa. Una di queste è senza dubbio la scuola. La lontananza dalle aule e la virtualità dell’esperienza didattica, solo in parte attenuata dalla Dad, hanno messo in rilievo che la scuola, prima di essere informazione nozionistica, è soprattutto relazione e condivisione di responsabilità tra coetanei. Al di là dei saperi disciplinari, pur essenziali per l’acquisizione di competenze, è necessario che la scuola sia in grado di offrire a ciascun studente occasioni di crescita umana significativa sia a livello emozionale che sociale.

San Valentino

Quando l'amore è un'opportunità in più per amare, amarsi e lasciarsi amare

In questo tempo di emergenza pandemica parlare d’amore rappresenta la voglia di riguadagnarsi una possibilità di relazioni significative, scavando a mani nude nella roccia del pregiudizio e dell’egoismo.
Soli siamo incompleti - è stato scritto - ecco perché si cerca un’altra anima. Ogni tempo e ogni popolo narra il bisogno insopprimibile d’amore.

Elogio alla libertà di Stephen Hawking

Prendendo spunto dal testo teatrale "Dio e Stephen Hawking" scritto da Robin Hawdon, regia di Alessandro Gassman

Prima del 19 giugno del 2012, quando assistetti alla commedia Dio e Stephen Hawking dall’umorismo sottile ma dai risvolti satirici inquietanti, non avevo mai considerato la valenza esistenziale e umana dell’opera scientifica del fisico nato ottanta anni fa a Oxford nel Regno Unito.
Il testo teatrale scritto da Robin Hawdon con ideazione e Regia di Alessandro Gassman, avvolto nelle immagini originali di Simona Gandola, portò in scena la grande forza evocativa di due grandi attori, Emanuele Maria Bosso e Sergio Meogrossi, nostro amato conterraneo.

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