Manuela Mazzola

Domenico Antonio Tripodi. Pittore dell’anima

Pittore, disegnatore, restauratore, poeta e musicista, fra i più completi a livello mondiale

Un’altra opera dell’infaticabile Domenico Defelice, che, questa volta, ci presenta un saggio d’arte sull’artista calabrese conosciuto in tutto il mondo, Domenico Antonio Tripodi.
Tripodi è pittore, disegnatore, restauratore, poeta e musicista, fra i più completi a livello mondiale; è nato a Sant’Eufemia d’Aspromonte. Le sue opere sono state esposte in Asia, in America e in Europa.

I temi della mia pittura – varia nei modi, nei luoghi e nei tempi – si sono svolti tra due poli apparentemente diversi, ma sempre orientati verso una visione unitaria e piena della Natura creata.

Gianni Longo

Lasciami almeno un sogno

Tutte le vicende espresse in ‘Lasciami almeno un sogno’ prendono spunto da fatti realmente accaduti, sono quindi un cammino frequentemente battuto per indagare a fondo il tema della propria mal finalizzata volontà. A torto o a ragione, giro intorno alle cose di questa realtà come una falena attorno a una luce e il mio sguardo non tace, anche se muta, ma commenta il suo mondo effimero, anche se seduttore e irrilevante.


Il volume è una raccolta di testi scritti dal 2004 al 2017, che induce il lettore a riflettere e a porsi domande.

Wilma Minotti Cerini: L’alba di un nuovo giorno

Ad ogni modo l’alba sorge sempre con la stessa traiettoria. Ogni mattina il sole sorge e un altro giorno inizia, è l’ineluttabilità della vita. Ma ogni vita è speciale ed ogni individuo affronta a suo modo le difficoltà, la malattia, le sofferenze e la morte.
La silloge, scritta da Wilma Minotti Cerini, è divisa in sette sezioni per un totale di 132 poesie, accompagnata da tre recensioni: la prima è di Mons. Franco Butti, XXV prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, la seconda è di Francesco Di Ciaccia e l’ultima di Marco Travaglini.

Imperia Tognacci: Il prigioniero di Ushuaia

Oltre il buio del pensiero/onde misteriose ci sospingono,/ mentre da lontano ci chiama/ il tempio dell’infinito”, così chiude la silloge Imperia Tognacci.
Il prigioniero di Ushuaia, un viaggio nella Patagonia argentina, dove si incontrano meravigliosi paesaggi: il deserto, l’oceano, il ghiaccio del Polo Sud e su cui domina la Croce del Sud, che osserva, dall’inizio dei tempi, lo svolgersi delle esistenze umane.
Il poemetto è composto da venti testi poetici in lingua italiana e tradotti in lingua spagnola da Angela
Pansardi, per onorare la poesia anonima del prigioniero, la quale apre il volume e a cui si è ispirata la poetessa.

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