Aldo Ripert: Parole in pentagramma

Parole come note musicali/ in melodica sequenza,/ ardite e schive,/ che parlano di vita.
Questi sono i versi che troviamo nella poesia che apre la silloge Parole in pentagramma, composta da quarantadue liriche, nelle quali le parole, come le note di una canzone, scivolano tra i versi di Aldo Ripert. Molti sono i temi affrontati: la nascita, la morte, l’infanzia, le città, i luoghi del mondo, la vita contadina ed il rapporto amoroso tra mamma e figlio, descritto sempre con delicata purezza: come bimbo s’abbraccia alla madre/ che bellezza più bella divien; la mamma e il bimbo [...] uniti nell’intesa, [...] si scambieranno pe’l resto della vita/ l’illusione dell’infinito amore; Misto di gioia e di dolore è il pianto/ della madre che nasce al suo bambino.

Particolarmente bella è la poesia che descrive il poeta che ascolta il silenzio del mondo, cogliendo il pallido fiore dell’alba, bacia l’aurora e cattura la stella primiera; il poeta è l’unico in grado di ascoltare la voce della prima stella del mattino, nel silenzio della solitudine.
Lo stile dell’autore è raffinato ed elegante, grazie all’uso di parole dotte o latinismi, l’uso di varianti antiche e poetiche come spirto, avea, imago, priego, vetusta, etade, adusa, spandea, al cangiar del sembiante, desio, speme, alma e molti altri che impreziosiscono il testo rendendolo garbato e ricercato.

Scrive nella prefazione Marcello Falletti di Villafalletto: “Accanto a temi più attuali, ai ricordi del passato, a personaggi osservati, ad avvenimenti che hanno segnato in modo indelebile un animo sensibile, si può rintracciare una non più silenziosa vena romantica che, unendosi a quella stilistica, riesce a creare quella magia atta a rendere l’esistenza più gradevole, seppur attraversata dalle inevitabili sofferenze alle quali il genere umano è costantemente sottoposto”.
Poesie soffusamente malinconiche che descrivono quello che il poeta vede, giocando con le parole con grande maestria:
Sopita nel profondo,/ la fantasia s’asconde,/ culla di sogni fragili/ e solide realtà; descrive in quale modo si formano i versi nella sua mente: cotali parole/ fascinose e altere,/ turbinando a vagar/ nel campo del pensiero/ danzan ritrose/ evanescenti e schive.

Aldo Ripert ha pubblicato numerose poesie e sillogi, nel 2016 ha vinto il terzo premio alla 11° edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Danilo Masini” con la lirica “Il bambino e l’aquilone”che chiude la
raccolta.

Il giorno prima di andarsene, il maestro Ezio Bosso ha detto in un’intervista che la musica sussurra e ci svela la vita, così come le parole in pentagramma del poeta Ripert ci svelano la vita passata, presente e futura per un’orchestra di emozioni e suoni dell’anima.

Posted

09 Oct 2020

Critica letteraria

Manuela Mazzola



Foto di Aldo Ripert





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