Lorenzo Spurio

"Antologia poetica al femminile", a cura di Alberto Barina

Esporsi con giudizi di merito o, in qualche modo, valutativi dinanzi a opere collettanee è sempre qualcosa di pericoloso e di depistante al contempo. Questo perché, per quanto ci si possa avvicinare a determinati testi proposti cercando di fornirne una lettura, si cade nell’errore di approfondire il dato componimento in maniera asettica e a comparti stagni, senza prendere in esame l’opera completa del dato autore, il suo percorso, i passi – più o meno decisivi – che ha compiuto nel mondo della letteratura. Cercherò, pertanto, di evitare il periglio dinanzi alla recente opera curata da Alberto Barina nella quale ha deciso di contemplare una serie di voci di poetesse più o meno giovani.

Ultraismo, Surrealismo, poesia neopopolare e poesia sociale

Le tendenze dominanti della poesia spagnola di inizio XX secolo

Agli inizi del ‘900 si diffusero in gran parte d’Europa una serie di movimenti che tendevano a proporre una rottura con l’arte intesa in senso tradizionale e con la letteratura passatista; sono i movimenti d’avan-guardia tra cui figurano il futurismo in Italia (e poi in Russia), il Surrealismo e il Dadaismo in Francia. In Spagna (e da lì avrà ampia filiazione in alcuni ambiti del sud America) abbiamo un movimento denominato ultraismo che propone l’idea di una cesura e un allontanamento dal passato e dall’arte precedente volendosi proiettare vero il futuro. Il termine stesso indica la volontà di propendere verso un oltre.

Zebù bambino: Davide Cortese “indaga la natura del maligno”

Bullismo, voyuerismo, blasfemie sono oggetto di ventuno filastrocche brevissime e irriverenti sul confine del dicibile

Come rimanere impassibili dinanzi alla nuova opera poetica di Davide Cortese (Lipari, ME, 1974), Zebù bambino (Terra d’Ulivi Edizioni, 2021)? Si tratta di un agile mannello di versi che si susseguono come a voler compiere una narrazione sorprendente, tra immagini nefaste e di sicuro sbigottimento per il lettore, o per chi s’appropria del testo. Un’opera tortuosa e pluristratificata, sorprendente eppure pregna di immagini deliranti, di cupa nevralgia, di violenza becera e gratuita. Perché, dunque? Da dove partire?

Giovanna Fileccia

La poesia testuale e sculturata sulle onde del linguaggio del mare

L’anima del mare:
mantra inesauribile;
marea mutevole.
Ventre di vita;
pozzo di sapienza.
Richiamo di morte;
iride di nascita.
Marhanima
poesia che nutre
le arterie del mondo.
(41)


Giovanna Fileccia è l’ideatrice della Poesia Sculturata: opere tridimensionali che crea prendendo ispirazione dalle sue poesie. La sua arte richiama alla resilienza, al rispetto dell’ambiente, al reimpiego dei materiali di scarto e di recupero, nonché al rispetto della Terra

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