Poetesse dimenticate: Maria Ermenegilda Fuxa

A Jesi un premio in sua memoria. La storia e le poesie della Fuxa che ha trascorso più di 50 anni nell’Ospedale Psichiatrico di Palermo dando voce ai senza voce, ai disabili psichici dimenticati da tutti

Il 16 novembre 2019 a Jesi (AN) presso la Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni, nel contesto della cerimonia di premiazione della VIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” è stato attribuito un premio speciale “alla memoria” alla poetessa palermitana Maria Ermegilda Fuxa (1913-2004). Il Premio, ideato e presieduto dal sottoscritto e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi annualmente, intende ricordare insigni esponenti del panorama poetico nazionale che ci hanno lasciato, per celebrarne la memoria e permettere una conoscenza maggiore della loro opera, anche fuori ai loro contesti regionali.

Tra gli autori siciliani precedentemente premiati “alla memoria” figurano la poetessa messinese Maria Costa (1926-2016) e il poeta, giornalista ed editore Alessandro Miano (nato a Noto nel 1920 e poi vissuto a Milano, dove morì nel 1994).


Ricordo di Maria Ermegilda Fuxa
a Jesi un premio in sua memoria

Questa la motivazione del conferimento del riconoscimento alla memoria stilata dal Presidente del Premio: “Maria Ermegilda Fuxa, nata ad Alia (PA) nel 1913, fu una poetessa dal passato traumatico e doloroso, della quale a livello nazionale poco o mai si è parlato, ingiustamente, a dispetto dell’alta caratura della sua penna e della vastità del suo sentire umano. Dall’animo taciturno e schivo, la donna era particolarmente affascinata e legata a vari settori artistici: amava la scrittura, in particolar modo la poesia (molto, addirittura, il vernacolo che la legava alla sua terra) e finanche la musica (troverà ispirazione in Schubert, Mendelssohn e Beethoven). Tuttavia il suo senso d’in-appartenenza al mondo, la sua marcata solitudine, la trascineranno in una vera depressione che le aprirà le porte dell’istituto manicomiale dove venne trattata con la terapia dominante all’epoca: elettroshock e pesante somministrazione di psicofarmaci che la indebolirono e ne offuscarono, forse, le volontà, senza renderla, però, un’ombra. Difatti la sua penna è testimone lucida e inclemente di quei dolorosi momenti, descritti con automatismo e schiettezza al punto da percepirli così vividi ancor oggi. La sua produzione poetica è contenuta in tre lavori pubblicati dall’ASLA (Accademia Siciliana Letteratura ed Arti): Voce dei senza voce (1980), Lasciatemi almeno la speranza (1984) e Paesaggi d’anima (1990). La donna è deceduta a Palermo nel 2004. Vincitrice di vari premi letterari, con questo nostro riconoscimento “Alla memoria” intendiamo riscoprire il valore culturale, anche in relazione al recente saggio critico su di lei prodotto dalla poetessa Maria Teresa Lentini”.


Tra Ospedale psichiatrico e attività poetica


Maria rimase ricoverata presso la struttura ospedaliera, subendo veri e propri maltrattamenti sotto forma di cure quali elettroshock, terapie a base di psicofarmaci che peggiorarono solo lo stato di salute, ma non a tal punto da inibire la sua vena artistica che, nel corso di quei 50 anni, trovò il modo di emergere


Numerosi i riconoscimenti ottenuti dalla Fuxa tra i quali il Premio Internazionale “Mario Giuseppe Restivo” (1963), il Premio Internazionale “Albatros” (1981), il Premio Internazionale “Orso d’oro” (1982), il Premio “Penna d’oro” (1983), il Premio Internazionale “Roma Aeterna” (1984), il Super-Premio “La caravella del successo” (1985), il Premio Internazionale “Guglielmo Marconi”. Non va dimenticato, inoltre, che nel 2011 venne istituito un concorso di poesia in suo nome. A lei venne inoltre dedicato, nel novembre del 2018, il giardino all’interno dell’ex-ospedale psichiatrico (presidio ospedaliero Pisani) di Via La Loggia a Palermo proprio in un momento in cui si ricorda e celebra l’introduzione della Legge Basaglia che, dopo un lungo dibattito parlamentare, votò per la conversione delle strutture manicomiali. In realtà non si trattava della prima iniziativa promossa in ricordo della poetessa palermitana, infatti, nel giorno della Festa della Donna nel 2017 le venne intitolata la Biblioteca Comunale di Alia.

La notizia del conferimento del Premio “Alla Memoria” alla Fuxa è stata ben accolta dal Comune di Alia, che ha fornito il suo patrocinio morale e dagli amministratori locali. Alla cerimonia di premiazione avrebbe dovuto essere presente una delegazione comunale in rappresentanza della poetessa per il ritiro del premio capeggiata dal sindaco, ing. Guglielmo Felice, ma la sua presenza non è stata possibile. Il Premio è stato comunque consegnato all’attenzione del Sindaco che, d’accordi con il dott. Ventimiglia, Responsabile della locale biblioteca intitolata proprio alla Fuxa, provvederanno in seguito alla consegna dello stesso e alla collocazione nelle teche dove sono contenuti i vari premi vinti negli anni dalla poetessa.
Una scelta di suoi testi poetici sono stati pubblicati nell’antologia del Premio assieme alla summenzionata motivazione del Premio. Recentemente è uscito anche un numero monografico della rivista Spiritualità & Letteratura su di lei, a cura del prof. Tommaso Romano, dal titolo Maria Fuxa: l’oblio e la Poesia e dove sono contenuti, oltre a testi inediti della poetessa di Alia, contributi critici e approfondimenti di Maria Patrizia Allotta, Giovanni Cappuzzo, Sebastiano Catalano, Rossella Cerniglia, Salvatore Li Bassi, Vito Mauro, Elena Romano, Daniell Soustre De Condat, Ciro Spataro, Leone Zingales e Lucio Zinna.

Posted

04 May 2020

Critica letteraria

Lorenzo Spurio



Foto dal web





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