Pensieri e riflessioni

Contro ogni forma di discriminazione razziale

Maria Assunta Oddi propone ai giovani la cura della memoria in nome della poesia

Sotto le stelle impassibili, sulla terra infinitamente deserta e misteriosa, dalla sua tenda, l’uomo libero tendeva le braccia al cielo infinito non disturbato dall’ombra di nessun Dio (Dino Campana).

Uomini pace! Nella prona terra troppo è il mistero; e solo chi procaccia d’aver fratelli in suo timor, non erra (Giovanni Pascoli, I due fanciulli)

Per chi crede nelle favole

L’Università Luiss ha condiviso il discorso tenuto da Paola Cortellesi in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dopo che alcuni estratti sul sessismo nelle fiabe, pubblicati nei giorni scorsi, avevano scatenato diverse polemiche

Tra venti di guerra imperanti sul fonte russo, attacchi alla striscia di Gaza e pirati che impediscono la libera circolazione nel Mar Rosso, la nostra attenzione negli ultimi giorni si è, forse volutamente, concentrata sul discorso tenuto dall’attrice e regista Paola Cortellesi presso l’Università Luiss in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico. Reduce dallo strepitoso successo di C’è ancora domani, l’attrice ha analizzato di fronte agli studenti i personaggi femminili di alcune favole alla luce della visione che assumono nella nostra società, criticandone i messaggi che pare offrano ai nostri ragazzi.

La scrittura salva la vita

La scrittura, la forma di comunicazione più alta per riflettere sulla nostra vita, per raccontare qualcosa a qualcuno e, anche, per lasciare una traccia di noi stessi nel tempo

Se vuoi cambiare il mondo,
prendi la tua penna e scrivi.
(Martin Lutero)

Questo è uno dei tanti aforismi sulla scrittura; certo non ne definisce il significato in maniera esaustiva, ma considerate le conseguenze di quelle novantacinque tesi appese il trentuno ottobre del 1517 sulla Chiesa del castello di Wittenberg dallo stesso Lutero, dobbiamo ammettere che qualcosa cambiò davvero nel mondo...

Del rogo su cui si brucia la vecchia befana

La derivazione del termine Befana come Epifania, risale al greco ἐπιϕαίνομαι, apparire, da ἐπιϕάνεια, epipháneia, da cui feste dell’apparizione – del divino – o manifestazione del divino di vario genere pagano e cristiano: riti di rigenerazione della natura, compresi i riti celtici e ulteriori comunque antichissimi, e manifestazione di Gesù alla nascita con visita e omaggio dei Re Magi, ossia Maghi, anch’essi stregoni, sembra il 6 gennaio.

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