Extrema Ratio di Maria Teresa Infante

Un tentativo pienamente riuscito di dimostrazione delle possibilità esplorative della poesia borderline

Extrema Ratio, espressione latina che vuol dire ultima soluzione, estremo rimedio a cui si ricorre quando non vi sono altre vie d’uscita. È forse l’ultima soluzione, la più dolorosa.
La dedica iniziale è alla vita che fugge senza sapere dove andare. Sembra essere un colloquio con la vita che non è sempre stata all’altezza delle aspettative. La cosa certa, per l’autrice, è che la poesia è la sua verità: Questa sera non scriverò poesie mentirò per lasciarvi gioire. […]Le maschere non hanno volto/ quando scomponi gli occhi/ e più non sai dell’abito che indosso […]Il nostro inferno è dentro/ fuori è festa.
Appare chiaro che Maria Teresa rimproveri alla vita tante mancanze, tante assenze: Pensavi che le spalle-mie/ potessero sopportare più del dovuto/ e non mi vedevi quando ero nuda/ davvero.
Dubbi e domande poste a una compagna silenziosa: Nel pieno delle mie facoltà/ barattai la mente/ con una spremuta di cuore/ al limone. […]Ci sono stata in quella casa in cui le geografie cambiavano direzione e il giorno non sapeva da che parte entrare. Io che sedevo ogni volta su quella sedia rimasta vuota fino al mio ritorno.

La poetessa propone una visione destrutturata della realtà che lei stessa ha vissuto e che vive tuttora. Discorsi che paiono illogici, ma che hanno una loro linearità poetica, un dialogo con la vita, con se stessa, con quella che era e non è più, con quella che è oggi e non sarà più domani. Un gioco affascinante di versi che vibrano nell’unicità di un atto poetico.
“La poesia di Maria Teresa Infante consiste in una ricognizione di carattere sostanzialmente psicologico delle possibilità denotative e interpretative della parola poetica. Tra i versi affiorano principalmente paesaggi mentali, percorsi logici e ancora di più camminamenti impervi e analogici, arditi collegamenti e scontate rime, con inopinate assonanze e calamitate armonie”, precisa, infatti, Sandro Gros-Pietro nella prefazione.
Il florilegio ha vinto il premio I Murazzi per l’inedito 2020, “Dignità di Stampa Poesia” e nella motivazione la giuria ha scritto che è un tentativo pienamente riuscito di dimostrazione delle possibilità esplorative della poesia borderline lungo una rotta di interpretazione delle connessioni tra la psicologia della mente umana e la realtà delle cose.

Posted

13 Jan 2022

Critica letteraria

Manuela Mazzola



Foto di Maria Teresa Infante





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