Il vagone del virus di Franco Arminio

Decalogo contro la paura

Forse per prima cosa dobbiamo riconoscere le nostre ansie, ansie che ci portiamo dietro da tempo, una motrice con molti vagoni a cui in questi giorni si è aggiunto il vagone del virus.
Io stanotte ho avuto un piccolo dolore al braccio sinistro e pensavo fosse un infarto. E poi più tardi, girando la testa nel cuscino, ho avuto un lievissimo senso di capogiro e ho subito pensato alle vertigini che mi hanno tormentato a settembre.


Dico queste cose per dire che le malattie prima di essere un attacco di agenti esterni, sono un dialogo che facciamo con noi stessi, sono anche un'occasione per entrare in un'altra forma della nostra vita. La salute è l'unica cosa che conta veramente, ma la salute si ottiene conquistando salute, non combattendo contro la malattia: spesso si tratta di combattimenti che peggiorano la situazione.

La conclusione di questo breve ragionamento è che non dobbiamo buttare sul coronavirus faccende nostre irrisolte. E bisogna considerare che la somma delle nostre nevrosi produce una nazione nevrotica. Approfittiamo di queste giornate in cui i movimenti esterni sono sconsigliabili per muoverci all'interno di noi stessi, sapendo comunque che siamo un pezzo della stessa sostanza, virus compresi. Ci vuole un pensiero umano meno centrato sull'individuo e più sulla materia corale che compone la nostra anima e il nostro corpo. Va bene ascoltare i virologi, ma pure leggere Gianbattista Vico o Giordano Bruno sarebbe utile.


27 febbraio 2012 – Decalogo contro la paura
Per chi non lo ha letto. Per chi ha voglia di farlo girare ancora.
Sto tornando a casa dopo il passaggio in una Roma impaurita: ieri al ristorante sempre affollato non c'era nessuno.
Ho incontrato il ministro Provenzano e gli ho parlato delle virtù dell'Italia appenninica (che forse potrebbero servire nei giorni del panico).
Ricordiamoci che abbiamo molte italie e devono essere più che mai vicine.
Un abbraccio agli amici del nord. Siamo sulla stessa barca...

Franco Arminio (1960) è un poeta, scrittore, regista, autodefinitosi “paesologo”. Nato e residente a Bisaccia (AV). Collabora con il Corriere della sera, Il Manifesto e Il Fatto Quotidiano.
Documentarista e promotore di battaglie civili, definito da Roberto Saviano uno dei poeti più importanti del nostro Paese. Il suo ultimo libro è L’infinito senza farci caso, poesie d’amore, ed. Bompiani (2019)

Posted

28 Feb 2020

Pensieri e riflessioni

Franco Arminio



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