Nell’ora s’àncora il non ancora

Presentatata a Gravina in Puglia (BA) l’ultimo libro di poesie di Gianni Romaniello edito da Oceano Edizioni

Venerdì 7 ottobre, presso le Officine Culturali “Peppino Impastato” a Gravina in Puglia (BA), si è svolta, la presentazione del libro di poesie di Gianni Romaniello dal titolo Nell’ora s’àncora il non ancora (Oceano Edizioni, 2022). Una raccolta di liriche dedicata alla memoria di Maria Antonietta Bochicchio Altieri, sua mentore e personaggio che ha animato la scena culturale gravinese, scomparsa da pochi mesi.
L’evento culturale, che ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Gravina in Puglia e della casa editrice Oceano Edizioni, è stato organizzato dall’associazione culturale “Circolo Sfuggente”.

Gianni Romaniello, di origine lucana, nato ad Anzi (PZ) nel 1961, vive a Gravina in Puglia. Laureato in Scienze dell’Informazione, è manager nei settori dell’innovazione tecnologica e dell’ottimizzazione dei processi aziendali. La passione per la poesia è tuttora condizionata ed alimentata dalla sua forma mentis tecnologica in un modo da far convivere sia l’approccio scientifico e quello poetico perché accomunati dall’atteggiamento di ricerca, progettazione e scoperta. La sua prima raccolta di versi ‘Vortici Intro Versi’ (Il Grillo Editore) risale al 2016. Sono seguite poi altre sillogi poetiche come ‘In Finito Infinito’ (2018-Il Grillo Editore), ‘Intanto m’incanto’ (2021-Controluna).
Sul palco, insieme all’Autore, don Vito Cassese, Donatella Altieri, produttrice cinematografica, e Mauro Squeo, psichiatra e psicoterapeuta. La serata è stata allietata da intermezzi musicali eseguiti da Mimmo Misciagna, mentre Vincenzo Crocitto ha declamato alcune poesie. Al prof. Vincenzo Pietropinto, poeta e matematico, è stata affidata la lettura e i commenti di alcune liriche tratte nuova silloge.

Interessante l’intervento in apertura di don Vito.
– Le poesie di Gianni – sottolinea – lo rendono testimone concreto di una religiosità che è come l’innamoramento di ogni punto della realtà; Gianni è testimone di come si può arrivare ad un rapporto con il Mistero necessitante e necessitato da un’amore alla realtà; testimone di come fede e speranza possano diventare una àncora sicura nel quotidiano reale tra la memoria di ieri (l’allora) la percezione dell’oggi (l’ora) e le proiezioni del futuro (l’allora).

A seguire Romaniello ha fatto memoria della figura di Maria Antonietta Altieri.
Mia mentore premurosa che con i suoi suggerimenti ha sorprendentemente risvegliato in me la passione di scrivere versi (passione che era rimasta latente fin dai tempi del liceo). Maria Antonietta è esempio concreto di come la poesia porta ad incontrare le persone, a stringere amicizia profondamente sincera. La poesia quindi è un contatto umano, non è qualcosa che sta altrove di metafisico perché difficile da raggiungere ma è nella dimensione reale anzi è esattamente dentro di noi.

Successivamente è stato intervistato da Maria Dibattista e Carmen Squeo che hanno moderato l’evento per l’intera serata.
– Come e perché la scelta del titolo del libro?
– Il non ancora si costruisce sull’ora, se abbiamo la capacità di vivere intensamente il presente, in modo che la successione degli innumerevoli attimi vissuti creano la nostra storia ed il nostro futuro. Dobbiamo vivere con la speranza e con la consapevolezza che il passato è alle spalle e che il futuro è desiderio, il presente è la capacità di andare che è l’essenza stessa dell’esistenza. La nostra essenza è sempre in movimento e vive di una continua osmosi tra il ricordo di ieri, la percezione dell’oggi e le proiezioni sul domani.

– L’autore ci invita a seguirlo nel suo viaggio tutto intimo e personale – afferma nel suo intervento Donatella Altieri – che, attraverso sessantuno poesie, lo porterà dall’allora al non ancora, dal passato al futuro, dai ricordi riscoperti nella memoria, alle visioni che fioriscono nell’immaginazione. Quando si parte per un viaggio, ci si mette in movimento. E l’autore, per farci sentire questo suo andare, costruisce i suoi versi facendoli viaggiare sui binari di un eterno accadere, usando i verbi più vicini all’idea del divenire: planare, incedere, fluire, esplorare, vorticare.

In chiusura il dr. Mauro Squeo ha evidenziato:
– pur essendo la sua una poesia intimistica, Gianni assume una posizione proattiva che attinge alla sua capacità di generare speranza, di ridarsi una prospettiva di positività. Mentre compie il suo percorso esistenziale dall’Allora all’Ora e al Non Ancora, Gianni torna a più riprese all’allora delle sue radici, per fare il pieno di risorse affettive, come se compisse quel movimento di retroprogressione, che compiono i saltatori per prendere la rincorsa, per proiettarsi più in alto e più avanti. Forte di questa carica, si lascia andare alla necessità di scrivere versi, dà la stura al suo prorompente mondo interiore.

L’evento, a cui hanno preso parte un centinaio di persone, ha visto la partecipazione del Comune di Gravina nella persona dell’arch. Vito Stimolo, Assessore alle Politiche Territoriali Urbanistiche, che nel suo intervento per i saluti istituzionali ha dichiarato:
– la poesia mi accompagna nel percorso di ricerca sia nella vita professionale che nella esperienza di assessore, ruolo in cui sono chiamato a disegnare e immaginare, cosi come fa un poeta, la città e il territorio del futuro: come possiamo immaginare e vivere l’oggi se non ci proiettiamo nel domani e immaginare il domani se non conosciamo il passato.

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10 Nov 2022

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