Le nuove sette meraviglie moderne

e i siti UNESCO Patrimonio dell’Umanità

Le sette meraviglie del mondo antico resistono ancora oggi nell’immaginario popolare come simbolo di bellezza e suscitano sentimenti di ammirazione per la maestosità della loro struttura. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, soltanto la gigantesca piramide del faraone Cheope ha resistito all’inesorabilità del tempo; tutte le altre sono andate distrutte, vittime della forza devastatrice di incendi o terremoti.



Tuttavia, il fascino di queste testimonianze dell’arte e della creatività del mondo antico ha attraversato i secoli giungendo fino ai giorni nostri, tanto da aver sollecitato l’opportunità di dare un seguito a questo filone, suggerendo di adoperarsi per individuare e promuovere le bellezze del mondo moderno.

L’UNESCO E IL PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
È noto ai più che l’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) – dal 1972 ha istituito una lista di siti particolarmente significativi da un punto di vista culturale o naturale, fissando criteri rigorosi per potervi entrare a far parte. Essere dichiarato sito Patrimonio dell’umanità è diventata un’ambizione tanto diffusa quanto sentita in ogni Paese del pianeta che ritiene di poter esibire opere o luoghi degni di tale riconoscimento.
L’UNESCO ha segnalato, a oggi, quasi 1.200 siti appartenenti a 167 Paesi, la maggior parte dei quali (circa 900) sono classificati come “patrimonio culturale”, poco più di 200 “patrimonio naturale” e una ventina “paesaggio culturale” (“creazioni congiunte dell’uomo e della natura”).

L’ITALIA PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITÀ
È motivo di particolare orgoglio sapere che l’Italia può vantare il numero maggiore di beni inseriti nella Lista UNESCO: ben 58, di cui 45 sono classificati come “patrimonio culturale”, 5 come “naturali”, 8 “paesaggi culturali”. Va sottolineato come il concetto di modernità sia assolutamente relativo, considerato che in gran parte dei casi si tratta di opere che ci giungono dal passato testimoniando, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, che il patrimonio in questione si è andato formando a seguito di un continuo incontro di civiltà e scambio di influssi culturali al centro del Mediterraneo.
A citarli tutti e 58 (ma l’elenco è in continuo aggiornamento...), si potrebbe concludere, ricorrendo a un’iperbole concettuale neanche tanto lontana dalla realtà, che l’intera Italia possa essere considerata Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Tuttavia, al di là della lodevole iniziativa dell’UNESCO, a conferma dell’appeal che i siti notevoli dal punto di vista culturale e paesaggistico riscuotono, in tempi più recenti si è aggiunta un’ulteriore iniziativa.

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IL REFERENDUM
Ci hanno pensato la società svizzera “New Open World Corporation” e lo svizzero-canadese Bernard Werber promuovendo nell’anno 2000 un referendum mondiale via internet al fine di ottenere proposte per identificare le “nuove sette meraviglie del mondo”. Il referendum (accompagnato da polemiche perché prevedeva l’espressione di preferenze dietro pagamento di una quota) è vissuto su diverse fasi successive: l’entusiasmo con cui è stato accolto e la massiccia partecipazione (si ritiene che siano state 90 milioni le persone coinvolte) hanno richiesto il suo prolungarsi nel tempo tanto da essere dichiarato concluso soltanto nel 2007, a Lisbona.

LE NUOVE SETTE MERAVIGLIE
Petra, in Giordania, una città magica scolpita nella roccia, che oggi rappresenta un affascinante sito archeologico;
la Grande muraglia cinese, mastodontico sistema difensivo lungo circa 22.000 chilometri, caratterizzato da mura fortificate in mattoni e pietra, costruito a partire dal 215 a.C. per volere dell’imperatore Qin Shi Huang;
il Colosseo, il più imponente monumento della Roma antica, la cui costruzione fu avviata dall’imperatore Vespasiano nel 72 d.C.;
Chichén Itzá , un grandioso complesso archeologico Maya nel nord della penisola dello Yucatan, in Messico;
Machu Picchu, celebre sito archeologico Inca situato in Perù, nella regione di Cusco, nella valle del Fiume Urubamba, a quota 2.430 metri;
Taj Mahal, il mausoleo più famoso di Agra, nell’India settentrionale, monumento funerario fatto costruire nel 1632 dall’imperatore mohul Shah Jahan in ricordo della sua moglie preferita, morta di parto;
Cristo Redentore , statua costruita tra il 1922 e il 1931 che si innalza maestosa, per 38 metri, sulla baia di Rio de Janeiro.

LE MERAVIGLIE NATURALI
Ad affiancare quelle precedenti, infine, anche sette meraviglie del mondo naturali: la Foresta amazzonica, la Baia di Ha Long nel Vietnam, l’Isola di Juju in Corea del Sud, le Cascate dell’Iguazù (fiume che scorre tra Bolivia e Brasile), l’Isola di Komodo in Indonesia, il fiume sotterraneo di Puerto Princeza nelle Filippine, la Table Mountain in Sudafrica, un rilievo di 1.086 metri che sovrasta Città del Capo.

La conclusione, piuttosto incoraggiante, che possiamo trarre dalle riflessioni e dalle indicazioni sopra riportate è che, per fortuna, la bellezza sembra non avere età, proponendosi come valore (sentimento?) universale apprezzato e coltivato in ogni tempo, ricercato e perseguito ancora oggi.
Ci sovviene l’affermazione di Fëdor Dostoevskij, La bellezza salverà il mondo. A noi, l’arduo compito di salvare la bellezza.

Posted

10 Feb 2023

Storia e cultura

Duilio Paiano



Foto dal web





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