Cose di questo mondo di Vincenzo Turba

L’autore apre la nostra conoscenza alla spiritualità dell’Universo, di cui siamo infinitesimali particelle e della sua Armonia, che regola la vita della materia e dello spirito

Un giovane coraggioso di nome Vito, stanco di vivere nella sua terra che versa ancora in uno stato di totale arretratezza, decide di raggiungere un altro mondo, molto lontano dal suo, al di là di un’alta e impervia montagna, in cui è voce che fiorisca un vivere del tutto civile.
Una volta giunto però, deve lottare strenuamente per ambientarsi in un paese a lui sconosciuto, in cui gli uomini godono di ogni bene e confort, in cui ci sono fabbriche, negozi, palazzi e stili di vita che vede per la prima volta. Vito, di buoni sentimenti ed elevati ideali, conosce Sara, una giovane animata dalla volontà di contrastare la decadenza morale del paese in cui vive. Sara intuisce che insieme a lui, sarebbe riuscita a raggiungere il suo scopo, ovvero smascherare l’egoismo della classe padrona e della corrotta sessualità della corte di un mecenate, che si concretizzano in vicende e trovano nel romanzo una severa disamina, una nuova visione dell’origine nostra e dell’universo.

Questa è una breve sinossi del romanzo Cose di questo mondo di Vincenzo Turba, nato a Milano il 23 giugno del 1924, ma bergamasco di adozione.
Significativo è il suo percorso artistico.
Dal 1944 Vincenzo segue con interesse la politica dei partiti e si schiera con l’antifascismo. Godendo dell’agiatezza familiare, ha la possibilità di proseguire gli studi interrotti a causa della guerra e si laurea in giurisprudenza. Funzionario di una società americana, per lunghi anni soffre i soprusi di alcuni dirigenti, residuati fascisti ed antidemocratici, i quali, per rafforzare la propria posizione, ricorrono alla politica del mobbing, con comportamenti vessatori esercitati tramite violenze psicologiche verso chi non la pensa come loro. Turba reagisce alle umiliazioni subite, dedicandosi alla scrittura di poesie e di romanzi in cui espone idee a favore della libertà, di pensiero compresa, del vero amore, in difesa degli oppressi e di comprensione per i diversi.
Diverse sue poesie sono state favorevolmente recensite da note associazioni culturali. In realtà ne troverete poca di musicalità nelle sue. La musicalità tuttavia, e l’astrazione fantastica, servono sì ad esprimere il desiderio di staccarsi dalle idealità ormai radicate nell’umanità, ma solo quel tanto che non ci faccia valicare i confini dell’ordinaria e omologata soggezione alle divinità ed al conformismo etico.

Le sue liriche sono state scritte da chi vuol sbarrare il passo all’ipocrisia, alla nenia melensa, da chi non teme di aprire un nuovo cammino spirituale che non segua le orme di quello che, sin qui seguito, ci lascia sempre in un più che mediocre limbo spirituale, passibile di aprire un’inesorabile voragine. Le opinioni espresse sono una coraggiosa e ferma denuncia di quei tanti errori che ostacolano l’ascesa dell’uomo verso un avvenire che si elevi dall’odierno stagnante modo di pensare.
E il poeta, anche nei suoi recenti romanzi, apre proprio la nostra conoscenza alla materiale spiritualità dell’Universo, di cui siamo infinitesimali particelle e della sua Armonia, che regola la vita della materia e dello spirito, il nostro compreso.

Posted

22 Jan 2020

Pagine d'autore

Massimo Massa



Foto di Vincenzo Turba





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