Sessant’anni senza Marilyn: l'icona oltre il mito

Destinata a rimanere nell’immaginario collettivo come simbolo di bellezza e sensualità, resta una leggenda di quei fantastici anni ’50 che l’hanno vista protagonista di pellicole indimenticabili

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SENSUALE E FRAGILE… DALLA MALINCONICA BELLEZZA ALL’AFFASCINANTE MISTERO

La piccola Norma, non ancora Marilyn, trascorre un’infanzia travagliata, tra affidamenti e orfanotrofi, a causa dei a frequenti ricoveri della madre in un ospedale psichiatrico poiché affetta da gravi disturbi mentali.

DAL MATRIMONIO FALLIMENTARE AL SUCCESSO
In questa situazione di isolamento affettivo, Marilyn cerca un punto di appoggio sicuro, una certezza e una guida, desiderio che la porta a sposarsi a soli sedici anni con il ventunenne James Dougherty, un legame evidentemente prematuro che si concluderà in breve tempo con la separazione.
Quando Marilyn trova impiego presso un’industria aeronautica che produce paracaduti, conosce David Conover, fotografo impegnato a documentare il lavoro femminile nel periodo bellico. Sarà lui a convincerla a intraprendere la carriera di modella per una rivista fotografica. È La svolta della vita che le cambierà il destino.
Da quel momento in poi, conquista le copertine delle riviste di moda, finché viene notata dalla Fox e le si aprono le porte di Hollywood. A vent’anni, nel 1946, divorzia, si schiarisce i capelli e cambia il nome in Marilyn Monroe (cognome da nubile della madre), un cambiamento radicale che la porterà a diventare una sex-symbol del XX secolo.

LA SUA CARRIERA
Dopo alcune apparizioni come comparsa, conquista piccole ma significative parti che la lanciano nel firmamento del cinema: nel 1950 in Giungla d’asfalto e in Eva contro Eva, nel 1952 con Cary Grant e Ginger Rogers in Monkeys Business e altri ancora.
Nello stesso anno ottiene il suo primo ruolo da protagonista, nei panni di una babysitter psicolabile in La tua bocca brucia e nel ‘53 con Niagara, Come sposare un milionario, Gli uomini preferiscono le bionde e Quando la moglie è in vacanza ottiene il successo mondiale, confermandosi una delle star più amate dal pubblico.
L’anno dopo Marilyn sposa il famoso giocatore di baseball, Joe DiMaggio, da cui divorzia nel giro di un anno. Il fallimento della relazione le lascia una ferita profonda e incancellabile, la prima di una serie che saranno destinate ad allargare sempre più la sua sensazione di sconforto e di sostanziale solitudine.

LA CASA DI PRODUZIONE
Dopo la separazione, si trasferisce a New York dove conosce l’affermato commediografo, Arthur Miller. È il classico colpo di fulmine. Marilyn ha l’illusione di aver finalmente trovato l’uomo della sua vita; i due si sposano nel 1956. L’anno dopo fonda, con l’amico fotografo Milton Green, la sua casa di produzione cinematografica, la Marilyn Monroe Productions, con cui gira Il principe e la ballerina al fianco di Laurence Olivier.
È il primo e unico film della sua casa di produzione, dato che al botteghino la pellicola è un autentico fiasco. Come attrice, invece, si risolleva due anni dopo con l’esilarante commedia, sempre del genio Billy Wilder, A qualcuno piace caldo.

IL GOLDEN GLOBE
La relazione con Miller, ad ogni modo, traballa. Nel 1962 Marilyn riceve il Golden Globe come migliore attrice: è la conferma a livello mondiale delle sue capacità, un misto di carisma e di sex-appeal. È In questo periodo che inizia la relazione segreta con il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e con il fratello Robert.


Marilyn Monroe da diva a leggenda: attrice, modella è ancora oggi considerata uno dei più grandi sex symbol di Hollywood. Stile accattivante, capelli biondo champagne e un fisico che ha fatto innamorare milioni di uomini in tutto il mondo




LO STATO PSICHICO SI AGGRAVA
Ma l’instabilità emotiva della diva si aggrava, forse proprio a causa delle instabili storie d’amore ma anche da un disagio più radicato: quel bisogno di continua accettazione da parte del pubblico, che continua ad apprezzarla per la sua bellezza più che per le sue doti recitative. Questo tormentato stato psichico la porterà a rifugiarsi nell’alcool e nei barbiturici; In breve, la situazione si aggrava: entra ed esce dalle cliniche. Nel 1962 esce il suo ultimo film: Gli spostati scritto per lei dal marito Miller con il quale divorzierà lo stesso anno.





IL TRAGICO EPILOGO
Nella notte fra il 4 e il 5 agosto 1962, viene trovata morta, apparentemente suicida, nella sua casa, per un’overdose di barbiturici, anche se molte voci hanno sempre sostenuto l’ipotesi dell’omicidio. L’alone di mistero sulla sua morte non è mai stato completamente svelato, ma ha sicuramente contribuito a fare entrare Marilyn nel mito. È sepolta al Westwood Memorial Park di Los Angeles.





Una leggenda che sopravvive al tempo, quintessenza della femminilità: il suo mito è rimasto immutato e lo scettro della sensualità non le è stato mai sottratto da alcuna altra attrice negli ultimi sessant’anni

Posted

06 Aug 2022

Storia e cultura

Massimo Massa



Foto dal web



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