Filippo Favia

Un technical support engineer con la passione per la poesia dialettale

Filippo Favia nasce nel 1961 a Santo Spirito, un ridente borgo marinaro nei pressi di Bari. Sin da ragazzo comincia a scrivere testi in vernacolo barese e frequenta i vicoli della città vecchia, allo scopo acquisire i suoni del vernacolo verace, carpendoli dalla viva voce degli anziani. Anche se il suo lavoro primario lo ha portato sempre lontano dalla sua terra, Filippo Favia non ha mai dimenticato le proprie origini, delle quali è fiero.
Alla fine degli anni ‘70 e nel corso degli anni ‘80, ha vinto diversi concorsi di poesia, alternando la scrittura all’altra sua grande passione: la pittura, per la quale partecipa a numerose mostre personali e collettive.



Nel 1980 pubblica con altri autori, un libro di poesie dal titolo Versi nuovi per una scuola nuova, destinato ad un “pubblico scolare”.
Con il grande amico di sempre Gigi De Santis, nel 1997 ha l’idea di portare a Bari, U Calannàrie Barèse, calendario totalmente in vernacolo, con ricette gastronomiche, spigolature, modi di dire, proverbi e curiosità varie.
Ma le “frecce nella faretra” di Filippo non finiscono qui; infatti, possiede anche una pluriennale esperienza come presentatore ed attore di teatro e televisione.

Dopo quasi 40 anni, Favia è tornato a partecipare a concorsi letterari anche internazionali ottenendo importanti riconoscimenti.
A novembre 2019 ha presentato, al pubblico ed alla stampa, il suo libro di poesie in vernacolo barese Spine de Rizze.
A luglio 2020 ha pubblicato la sua seconda raccolta poetica dal titolo Na ceclatère e pausì.
Per la corretta scrittura del vernacolo barese e per la grammatica, si avvale delle linee guida dello storico, poeta, scrittore, demologo e studioso della baresità Alfredo Giovine.



Posted

04 Jan 2021

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Massimo Massa



Foto di Filippo Favia





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