Le tre fate del Gargano

Lo zampognaro di Carife (Campania), Dionigi Santoro, mentre suona davanti a quel che rimane del Morricone di Santo Petriccolo a ricordo della bellissima leggenda

Alle falde di Monte Celano, ad est del borgo, ci sono tre sassi (o meglio quel che di loro resta) che rappresentano, secondo una antica leggenda, le tre fate del Gargano: la fata bruna di Rignano, quella castana di San Marco in Lamis e quella bionda di San Giovanni Rotondo.






Uno dei tre sassi, che aveva una grande X in cima, è stato trafugato mentre erano in corso alcuni studi sulle sue origini.
Il seconbdo è stato frantumato per allargare la strada. Il pezzo più grande, grazie all’intervento dell’insegnante Arcangela Latiano e colleghe, che hanno collaborato con me in un progetto sulle tre fate, e dell’allora Assessore alla Pubblica Istruzione di San Marco in Lamis, Michelangelo Lombardi, è stato conservato sul retro di un vicino ristorante.
I sassi sarebbero caduti da Monte Celano. Secondo la leggenda, le tre fate avrebbero “gareggiato” a chi delle tre, rotolando, fosse arrivata più lontano. Sarebbe stata quella di San Giovanni ad aggiudicarsi il traguardo, riuscendo ad attraversare la strada, mentre le altre si sarebbero fermate prima, sul fianco della montagna.
La fata di San Giovanni veniva onorata con collane di “Santo-Martino”, realizzate con di mandorle dal frutto gemellare, simbolo di abbondanza.
I pellegrini che andavano alla Grotta dell’Angelo, si fermavano sotto il Morricone di Santo Petriccolo per fare una frugale merenda ripararsi dal freddo o per ristorarsi all’ombra se faceva caldo. Era molto alto e importante, tanto che intorno al XV secolo il villaggio di Borgo Celano venne chiamato Petriccolo.
Grande è l’importanza dei tre sassi, perché essi rappresentavano la dea Luna trifasica. Ognuna delle tre fasi rappresentava un territorio Rignano - San Marco - San Giovanni Rotondo, dove c’era il culto del dio Giano romano, nel quale personaggio si può ravvisare l’antichissimo dio mesopotamico Anu.

LO ZAMPOGNARO DI PESCOCOSTANZO E LE TRE FATE DEL GARGANO

Sunto della fiaba narrata di Mario Delli Muti
Uno zampognaro di Pescocostanzo, pastore transumante, per suonare a Natale sul Gargano, seguì le vie dei tratturi ed arrivò, col suo fidato cane, a Borgo Celano, dove fu sorpreso da una tormenta di neve. Si riparò sotto il grandissimo sasso del Morricone di Santo Petriccolo (“morricone” significa grande sasso). Quando vi giunse, incontrò le tre fate del Gargano, la fata bruna di Rignano (nera), quella castana di San Marco (rossa) e quella bionda di San Giovanni Rotondo (bianca). Le fate, dopo averlo rassicurato che con loro non correva nessun pericolo, gli chiesero di suonare la zampogna.
Lo zampognaro le accontentò, ma si accorse che le mani si muovevano da sole mentre eseguiva una musica meravigliosa. Le fate, per ricompensarlo, gli diedero una “fasina” inesauribile di monete d’oro.

Posted

14 Feb 2021

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Angelo Capozzi



Foto dal web





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