Halloween? È anche una nostra tradizione

Nella notte del Samhain vengono abbattute le leggi
spazio-temporali: il mondo dei vivi e quello dei morti sono a contatto

Il 30 ottobre è la festa di Halloween e ricorda il giorno in cui, nei paesi del nord Europa, i defunti potevano tornare sulla terra e mescolarsi insieme ai vivi. In Italia, invece, la tradizione narra che il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, solstizio d’estate, i morti entravano dalla porta solstiziale, ovvero dalla Porta degli Uomini che copriva quella del dio romano Giano (dio delle porte).
Detta anche Porta degli Dei, si contrapponeva a quella del solstizio d’inverno.


Il 31 ottobre i Celti festeggiano il Samhain,
il Capodanno Celtico, ricco di fascino e mistero



Sia per le tradizioni nordiche che per le nostre, il periodo di permanenza dei morti si protraeva fino al 6 gennaio, festa della Befana (la strega buona).

Il 30 ottobre, Halloween, i defunti entravano in forma teatrale, mentre da noi, il 2 novembre, se si usava un catino d’acqua o una candelina fatta con il cerume delle orecchie raccolte durante l’anno, oppure se per sbaglio si entrava in chiesa durante la messa celebrata in onore dei defunti, i morti si potevano vedere realmente.
Questo era un momento riservato degli adulti. Ai bambini, che per età erano più vicini al mondo dei morti (che si incarnavano in un nascituro, preludio alla nascita) spettava fare la questua. Nelle tradizioni di tutto il mondo chiedevano un’offerta in cambio di preghiere in suffragio dei morti, soprattutto dirette alle persone che in vita erano state generose con loro.
In sostanza la festa dei morti rappresentava il passaggio al nuovo anno. Le nostre tradizioni sul culto dei morti si svolgevano contemporaneamente alle feste dell’Immacolata, di Santa Lucia, di San Nicola, della Befana, che erano tutte feste del solstiziale, preludi al nuovo anno, quando i morti e le loro divinità di riferimento, facevano doni ai bambini.
Essi erano la dimostrazione che era il mondo ctonio, buio dell’inverno, che creava le premesse “energetiche” per il rinascere della primavera.

Il Capodanno anticamente era ad aprile, sotto il segno dell’Ariete. I Romani lo spostarono a gennaio mentre a dicembre celebravano i Saturnali, festa carnevalesca e dei morti. Halloween, era una sorta di Carnevale celtico che, al solstizio estivo, era preludio dell’anno celtico, che iniziava a novembre. Per tutti dunque, era una festa che precedeva l’anno nuovo.
Il Carnevale a febbraio si giustificava proprio dal fatto che l’anno nuovo anticamente iniziava ad aprile. Spostandolo a inizio dell’anno, si spostava automaticamente anche il Carnevale e la festa dei morti.

Da noi il corteo dei morti era solo raccontato, mentre i Celti lo rappresentavano in forma di drammatizzazione.
Il mondo dei vivi era sempre in contatto con quello dei morti, perché era quest’ultimo che faceva nascere il grano, i frutti, le erbe per nutrire gli uomini e di conseguenza nutrire gli dei, che si alimentavano con le offerte degli uomini. Sia nelle tradizioni settentrionali, che in quelle meridionali si preparava la tavola per i morti. Le zucche intagliate con il fuoco dentro, facevano parte anche della nostra tradizione.
Se diamo uno sguardo alle tradizioni di tutto il mondo, si possono reperire delle informazioni utili per comprendere questa particolare festa:

- Lo spirito dei defunti deceduti durante l’anno, tornava tra i vivi la notte del 31 ottobre, in cerca di un corpo da possedere per l’anno successivo. I Celti credevano che in questa magica notte tutte le leggi fisiche che regolano lo spazio e il tempo fossero sospese, rendendo possibile la fusione del mondo reale con l’aldilà.

- Le tradizioni di tutto il mondo parlano di bambini che fanno la questua per avere “l’anima” dei morti. Più dolci ricevevano, più preghiere promettevano per i parenti defunti dei donatori.

- A quell'epoca si credeva che i morti rimanessero nel limbo per un certo periodo dopo la morte e che le preghiere, anche fatte da estranei, potessero rendere più veloce il passaggio in paradiso.

- I morti durante l’anno, che si trovavano in una sorta di purgatorio, potevano impossessarsi di qualche persona, dinamica un po’ diversa dal reincarnarsi di un defunto nel corpo di un bambino appena concepito.

Per darvi un esempio concreto di come Halloween era simile alla nostra festa dei morti, vi propongo, per sommi capi, la festa di Massafra, in provincia di Taranto.

“A Massafra gli anziani raccontano che la notte del 31 ottobre l’aneme du priatorie (anime del purgatorio) lasciano il cimitero e percorrono in processione le vie del centro storico usando il pollice a mo’ di candela e raggiungendo le chiese per celebrare la messa dei morti. Se incontrano qualcuno per strada, lo portano con sé. Le anime del purgatorio erano molto rispettate dagli anziani tanto che a loro era dedicato un posto a tavola con tanto di posate e tovagliolo. Le anime rientrano nel cimitero la notte dell’Epifania.” (Wikipedia)

Posted

22 Nov 2021

Daunia e Puglia tra storia e tradizioni

Angelo Capozzi



Foto dal web





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