Chi è carnevale? Tra mito e leggenda

Legato al mondo cattolico e cristiano, le sue origini vanno ricercate in epoche molto più remote, quando la religione dominante era quella pagana.

- Era l’Anno Vecchio, che dopo un primo trionfo orgiastico, moriva per lasciare spazio all’Anno Nuovo, anzi era lui stesso a risorgere, giovane.
- Era il sovrano di un mondo materiale, di carne, dove lo spirito e le entità spirituali avevano poca cittadinanza.
- Era un ritorno all’età d’oro di Saturno, quando c’era maggiore armonia nel creato.
- Era la vittima sacrificale, l’animale rappresentante l’inverno, immolato per il bene dell’umanità.
- Era una rappresentazione del Sole, ma nella sua componente oscura, ctonia.

Come abbiamo già detto in altri articoli, anticamente, l’Anno Nuovo iniziava in primavera, e più precisamente, all’equinozio di primavera. Il Carnevale iniziava, come oggi, il 17 gennaio, cioè a Sant’Antonio Abate e, seguendo la Pasqua per la individuazione delle date festive, finiva quasi sempre a febbraio, 40 giorni prima della Settimana di Pasqua.
Sant’Antonio Abate poteva essere un novello Saturno. Il suo totem del maiale coincideva perfettamente con quello del Carnevale. Il maiale, infatti, (Dioniso, Attis, Adone, …) era sacrificato a Natale o a Carnevale e quindi moriva, in qualche modo, l’Anno Vecchio. A Sant’Antonio, come a Natale, gli animali potevano parlare e infatti il santo si presentava come un antico dio degli inferi e quindi degli animali.
Il ciclo sacro dell’Anno passava da un’assoluta dominanza del corpo, del materiale, della realtà “pesante”, ad una spirituale, tipica degli elementi solari e celesti. Il corpo, da vivo, era la sede privilegiata degli istinti (mangiare, dormire, accoppiarsi, ecc.), che era anche la componente meno pura dell’uomo, più esposta al peccato, allo “sporcarsi”. Il corpo doveva morire per permettere una rinascita spirituale della divinità che rappresentava l’Anno (Nuovo). Carnevale veniva portato alla distruzione dai suoi stessi istinti, perché ormai divinità incapace di gestire la componente spirituale dell’Anno Nuovo e del Cosmo. Il corpo invecchiava e non aveva più gli anticorpi vitali, la forza, il coraggio per poter ben governare il mondo e il cosmo. Carnevale vecchio doveva lasciare il posto ad un Carnevale giovane, cioè a se stesso, risorto. Così come in Egitto ad Osiride, nel governo del Cosmo subentrava il figlio Horus, cioè Osiride resuscitato. Demetra-Iside, la mamma inconsolabile per la perdita della figlia Core, divinità della primavera, moriva, in forma di Befana-Quarantana, per dare la possibilità a Persefone, regina degli inferi, di trasformarsi nuovamente in Core.
Il ritorno di Carnevale significa anche il ritorno alla carne, cioè al periodo nel quale gli uomini partecipavano con gli dei al governo di un mondo più giusto (Età dell’Oro). C’era la tendenza a ritornare all’unità dell’uomo, cioè a quel tempo prima che Zeus dividesse gli uomini in maschi e femmine. Ed ecco che a Carnevale gli uomini si vestivano da femmine, e le femmine da uomini, i poveri si trasformavano in ricchi, i servi in padroni e viceversa. C’era un ritorno all’Età dell’Oro, ripercorrendo miticamente, e ritualmente, tutte le fasi mitiche della Creazione, dalle origini al presente.

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24 Feb 2020

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Angelo Capozzi



Foto dal web





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