Tommaso Campanella

Filosofo, Naturalista, Teologo e Frate Domenicano

“Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia” (Delle radici de’ gran mali del mondo).

Tommaso Campanella, nato a Stilo in Calabria il 5 settembre del 1568, condusse una vita drammatica a causa delle sue dottrine filosofiche e religiose. Adolescente, entrò nell’Ordine dei Domenicani dove completò i suoi studi e formò la sua cultura filosofica leggendo Platone, Tommaso D’Aquino, Giordano Bruno, Bernardino Telesio ed altri.

Ben presto subì denunce, processi e condanne in varie città d’Italia con l’accusa di eresia. Influenzato da Bernardino Telesio, nel 1592, accusato di pratiche magiche, subì il primo processo ecclesiastico.
Nel 1597 a Stilo, ove era ritornato, organizzò una congiura volta a liberare il Paese dagli Spagnoli e a realizzare una repubblica teocratica nella quale egli stesso avrebbe svolto il ruolo del legislatore. La cospirazione venne scoperta nel 1599 dalle autorità spagnole; il Filosofo fu portato a Napoli e arrestato (1602). Per sfuggire alla condanna capitale si finse pazzo. Rimase in carcere 27 anni e in questo periodo scrisse la maggior parte delle sue opere maggiori: La città del Sole, De sensu rerum et magia, Theologia, la Monarchia di Spagna, Philosophia realis e Philosophia rationalis; in quest’ultima opera, nella prima parte tratta dello studio delle cose e dei fenomeni reali; nella seconda espone l’analisi del discorso.
Nel 1626 fu liberato e portato a Roma, ove tenne stretti rapporti con Urbano VIII. Non sentendosi sicuro, in quanto minacciato dal governo spagnolo, nel 1634 fuggì in Francia ove fu accolto benevolmente dal re Luigi XIII e visse serenamente gli ultimi anni della sua vita; morì il 21 del 1639.

Nell’opera La Città del sole il Filosofo espone il suo riformismo politico-religioso; descrive una società ideale fondata su principi di giustizia naturale, sul pieno rispetto dell’ordine razionale e sulla condivisione dei beni.
Tutti devono lavorare obbligatoriamente e per quattro ore al giorno; il resto del tempo è dedicato alla formazione morale e fisica. Tutto deve essere subordinato e diretto al bene della comunità e non dell’individuo.
L’autorità regola i matrimoni affinchè vengano generati solo individui sani e forti. L’orgoglio è bandito come il peggiore dei vizi perché isola gli individui e li contrappone l’uno all’altro. Ad ognuno è assegnato il compito che meglio si addice alla sua capacità.

L’educazione dei giovani, infine, non è basata sui libri, ma sulla diretta esperienza delle arti e delle tecniche; il vero insegnamento si impartisce facendo giocare i fanciulli e lasciandoli liberi di seguire le proprie inclinazioni.

L’opera filosofica più significativa è la Metaphisica.
In quest’opera supera la visione sensistica di Telesio e concepisce l’essere secondo il pensiero di Sant’Agostino che vedeva in questi, le tre essenze primarie che il Filosofo chiama “Primalità”: Potenza (Padre), Amore (Figlio), Sapienza (Spirito).
Come già aveva affermato Telesio anche Campanella sosteneva che la conoscenza è possibile solo mediante l’azione dei sensi. Campanella, però, a differenza di Telesio cerca di rivalutare l’uomo ed afferma che vi sono due tipi di conoscenza: una innata, una forma di autocoscienza interiore definita “sensus inditus” che è la conoscenza di sé; e una conoscenza esteriore mediante i sensi, “sensus additus”, che è la conoscenza del mondo esterno. Quest’ultima appartiene a tutti, anche agli animali; mentre la conoscenza di sé, “sensus inditus” appartiene solo all’uomo.
Campanella è stato con Telesio e Bruno il maggiore esponente del naturalismo rinascimentale.

Posted

10 Jan 2021

Storia e Filosofia

Pasquale Panella



Foto dal web





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