Massimo Massa

Gustave Eiffel, l'ingegnere di ferro

Le sue opere, di immenso valore, sono le più conosciuti al mondo, dalla Statua della Libertà alla Torre che porta il suo nome

Gustave Alexandre Eiffel nacque il 15 dicembre 1832 a Digione, in una famiglia borghese di origine tedesca di nome Bönnickhausen trasferitasi in Francia nel XVII secolo.
Il nonno, ritenendo il proprio cognome difficilmente pronunciabile dai francesi, aggiunse il nome Eiffel, prendendo spunto dal suo luogo nativo situato nella regione tedesca dell’Eifel. Gustave cambiò ufficialmente il suo nome nel 1879.
Seguì gli studi di ingegneria chimica all’école des Arts et Métiers.
A lui si deve la progettazione e realizzazione di alcune delle meraviglie più straordinarie mai realizzate, simboli per eccellenza della democrazia e della libertà: la torre Eiffel e la Statua della Libertà, scaturiti entrambi dalla sua mente geniale.

Gianfranco Longo

Srebrenica. In Europa alla foce della notte e Veza Canetti. Autodafè di un amore, i libri del meritato successo del professore di Filosofie giuridiche e religioni del Medio ed Estremo Oriente alla VI Edizione del Premio Seneca

– Dopo aver conseguito la laurea presso l’Università degli Studi di Bari in Sociologia e Filosofia del Diritto e in Diritto Costituzionale, ho approfondito i miei studi nella Westfälische Wilhelms-Universität di Münster, occupandomi di Epistemologia giuridica, Ermeneutica filosofica e Teoria del diritto. Sussessivamente sono stato un paio di anni in Uruguay in qualità di Coor-dinatore di un progetto di cooperazione culturale in un incarico governativo dell’Unione Europea.
Così esordisce Gianfranco Longo, nato a Bari nel 1965, quando gli chiedo di parlarmi un po’ di se e della sua vita, mentre siamo seduti in un bar della centralissima via Sparano a Bari, nei pressi del-l’Ateneo dove insegna nel Dipartimento di Scienze Politiche.

I nativi digitali

La generazione del III millennio, di chi fin dalla nascita ha vissuto a contatto con i mezzi di comunicazione e nuove tecnologie informatiche: computer, tablet, smartphone

Prima dell’avvento della tecnologia digitale e dei social network, gli strumenti di comunicazione che consentivano i rapporti interpersonali erano abbastanza limitati. Con l’evoluzione della connettività, l’interazione tra le persone ha raggiunto proporzioni notevoli soprattutto nel mondo virtuale.
I nativi digitali costituiscono oggi una nuova generazione nata dall’introduzione della tecnologia digitale, che consente loro di organizzare, pianificare e interagire attraverso dispositivi come il computer o il cellulare.

Amalfi. Omaggio a Corrado Calabrò

Il poeta magistrato chiude la rassegna letteraria “Amalfi d’autore. incontri letterari” con “quinta dimensione”

È giunta al termine la rassegna “Amalfi d’Autore”, inserita nel più ampio cartellone degli eventi estivi promossi dal Comune di Amalfi in collaborazione con la Delia Agenzia Letteraria. La piazzetta di Largo Duca Piccolomini si è trasformata per l’occasione in una agorà letteraria per dar ascolto a quattro caleidoscopiche voci del panorama letterario contemporaneo. Quattro appuntamenti inseriti nel più ampio programma di eventi estivi Amalfi Summer Fest con Enrica Bonaccorti, autrice di Condominio, addio! (Baldini+Castoldi); Domenico De Masi, autore de La felicità negata (Einaudi) e Totò Cascio, autore de La gloria e la prova. Il mio nuovo cinema paradiso 2.0 (Baldini+Castoldi)

Bari: porta d’Oriente, tra storia e cultura

Commercio e cultura, chiese, palazzi sfarzosi e la grande muraglia sul mare. Una città piena di incontenibile vitalità

Bari… un esempio di razionalità, figlia di quell’illuminismo che il generale francese Gioacchino Murat, re di Napoli e maresciallo dell'Im-pero con Napoleone Bonaparte, portò in città agli inizi dell’800. Visto dall’alto, il reticolo delle sue strade è perfetto, rette parallele che intersecano vie perpendicolari a formare angoli retti come in un lemma geometrico, a tal punto da poter dire (vecchio detto popolare): "Ce Parìgge tenèsse u mare avèv’a ièsse na piccola Bbare" ovvero “Se Parigi avesse il mare sarebbe stata una piccola Bari”.



Sessant’anni senza Marilyn: l'icona oltre il mito

Destinata a rimanere nell’immaginario collettivo come simbolo di bellezza e sensualità, resta una leggenda di quei fantastici anni ’50 che l’hanno vista protagonista di pellicole indimenticabili

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SENSUALE E FRAGILE… DALLA MALINCONICA BELLEZZA ALL’AFFASCINANTE MISTERO

La piccola Norma, non ancora Marilyn, trascorre un’infanzia travagliata, tra affidamenti e orfanotrofi, a causa dei a frequenti ricoveri della madre in un ospedale psichiatrico poiché affetta da gravi disturbi mentali.

DAL MATRIMONIO FALLIMENTARE AL SUCCESSO
In questa situazione di isolamento affettivo, Marilyn cerca un punto di appoggio sicuro, una certezza e una guida, desiderio che la porta a sposarsi a soli sedici anni con il ventunenne James Dougherty, un legame evidentemente prematuro che si concluderà in breve tempo con la separazione.
Quando Marilyn trova impiego presso un’industria aeronautica che produce paracaduti, conosce David Conover, fotografo impegnato a documentare il lavoro femminile nel periodo bellico. Sarà lui a convincerla a intraprendere la carriera di modella per una rivista fotografica. È La svolta della vita che le cambierà il destino.
Da quel momento in poi, conquista le copertine delle riviste di moda, finché viene notata dalla Fox e le si aprono le porte di Hollywood. A vent’anni, nel 1946, divorzia, si schiarisce i capelli e cambia il nome in Marilyn Monroe (cognome da nubile della madre), un cambiamento radicale che la porterà a diventare una sex-symbol del XX secolo.

LA SUA CARRIERA
Dopo alcune apparizioni come comparsa, conquista piccole ma significative parti che la lanciano nel firmamento del cinema: nel 1950 in Giungla d’asfalto e in Eva contro Eva, nel 1952 con Cary Grant e Ginger Rogers in Monkeys Business e altri ancora.
Nello stesso anno ottiene il suo primo ruolo da protagonista, nei panni di una babysitter psicolabile in La tua bocca brucia e nel ‘53 con Niagara, Come sposare un milionario, Gli uomini preferiscono le bionde e Quando la moglie è in vacanza ottiene il successo mondiale, confermandosi una delle star più amate dal pubblico.
L’anno dopo Marilyn sposa il famoso giocatore di baseball, Joe DiMaggio, da cui divorzia nel giro di un anno. Il fallimento della relazione le lascia una ferita profonda e incancellabile, la prima di una serie che saranno destinate ad allargare sempre più la sua sensazione di sconforto e di sostanziale solitudine.

LA CASA DI PRODUZIONE
Dopo la separazione, si trasferisce a New York dove conosce l’affermato commediografo, Arthur Miller. È il classico colpo di fulmine. Marilyn ha l’illusione di aver finalmente trovato l’uomo della sua vita; i due si sposano nel 1956. L’anno dopo fonda, con l’amico fotografo Milton Green, la sua casa di produzione cinematografica, la Marilyn Monroe Productions, con cui gira Il principe e la ballerina al fianco di Laurence Olivier.
È il primo e unico film della sua casa di produzione, dato che al botteghino la pellicola è un autentico fiasco. Come attrice, invece, si risolleva due anni dopo con l’esilarante commedia, sempre del genio Billy Wilder, A qualcuno piace caldo.

Gregor Mendel e la "Teoria dell'ereditarietà"

Gli esperimenti di fertilizzazione artificiale, attraverso impollinazione del tutto controllata, compiuti dal monaco agostiniano su piante ornamentali e piselli, lo condussero ad elaborare le sue leggi sull’ereditarietà

Gregor Johann Mendel nasce, da un’umile famiglia di contadini, a Hynčice (Cecoslovacchia, oggi Repubblica ceca) il 20 luglio 1822, in un’epoca in cui il suo paese è parte dell’Impero austriaco. Biologo, matematico e frate agostiniano, per i suoi esperimenti e per le sue osservazioni sui caratteri ereditari è considerato nel mondo scientifico il precursore della moderna genetica.

La freccia del sud, l'impossibile sfida contro il vento

La corsa più straordinaria nella storia dell’atletica italiana. Un’impresa unica, indelebile e indimenticabile. Il 12 Settembre 1979 a Città del Messico raggiunge quel leggendario 19"72 che lo consegnerà all’eternità

Pietro Paolo Mennea nasce il 28 giugno del 1952 a Barletta, da una famiglia di umili origini. Sin da adolescente mostra doti notevoli in campo atletico, soprattutto nella corsa. Il suo debutto in un grande evento a soli diciannove anni, in occasione dei Campionati Europei del 1971, quando conquista il sesto posto nei 200 metri e la medaglia di bronzo nella staffetta 4x100.

Articoli di Massimo Massa

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